Negli anni Settanta, in passerella

Negli anni Settanta, in passerella

Qui avevo appena compiuto 18 anni. Ero carina, con tutte le curve al posto giusto. I pretendenti? Erano tanti, frequentavo la Napoli bene ed ero amica di molti calciatori della mia città ma loro non mi interessavano. Io volevo la mia indipendenza. Così, ho iniziato a fare le prime foto, i primi provini. Ero già andata via di casa con poche lire in tasca e con una gran voglia di dimostrare a mio padre che non avrei avuto bisogno di lui. Ho iniziato come tante altre ragazze della mia età, che negli anni Settanta cercavano la loro strada nella moda.

Non ambivo a diventare la nuova Janice Dickinson e nemmeno Marisa Berenson. Il mio fisico mediterraneo tutto curve non era certo idoneo ai canoni della moda dell’epoca. Però mi stavo facendo spazio e iniziavo a mordere la prima sensazione di libertà mentre posavo per i campionari nella mia Napoli. Lavoro tanto, soldi pochi, ma io ero felice così. Facevo la trottola su e giù per la mia città, intanto incontravo e conoscevo persone nuove. Era la vita che avevo sempre sognato e che stavo finalmente iniziando ad assaporare, da sola, senza l’aiuto di nessuno. Ero orgogliosa di me quando, come in questa foto, potevo calcare le passerelle degli eventi di Napoli con gli abiti degli stilisti che tentavano di emergere.

Emergere, che bella parola. Tutti volevamo emergere in quegli anni a Napoli. La mia città era pervasa da un fervore artistico che non ha mai più avuto eguali. Tra i miei amici e conoscenti c’era il grande Pino Daniele, mio amico fraterno di una vita di cui magari, forse, un giorno vi racconterò. C’era Leopoldo Mastelloni, uno dei più grandi interpreti teatrali napoletani contemporanei, che dall’alto della sua esperienza mi dava preziosi suggerimenti per muovermi nel mondo in cui volevo a tutti i costi emergere. C’erano tantissimi altri giovani ambiziosi come me, che cercavano la loro strada e che in alcuni casi l’hanno trovata, come Edoardo Bennato, un vero gigante della musica. Con loro erano ore di risate strepitose, di divertimento sincero e spensierato che forse non ho mai più vissuto in tutta la mia vita. Eravamo tutti giovanissimi e talvolta incoscienti e le nostre scorribande in città non le posso dimenticare facilmente.

Di giorno, giravo Napoli con le mie foto sotto braccio, facevo decine di provini alla settimana con la speranza di trovare la mia occasione, quella vera con la O maiuscola. Sono fiera del mio passato e riguardandomi in questa foto provo un po’ tenerezza per la me 18enne, piena di sogni e di aspettative. La sera tornavo nell’ostello in cui vivevo e che pagavo con le poche lire che guadagnavo dai campionari. Mi rimaneva giusto il tanto per comprare pane e tonno per una cena frugale da consumare in camera prima di andare a dormire. Ammetto che non siano stati momenti semplici quelli, ma mi sono serviti. Ora, a distanza di molti anni, riprendendo in mano questa fotografia mi viene da sorridere e da pensare “Brava, Carmelita!”

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